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edoardo agnelli

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sh. edoardo agnelli

 

 

Giuseppe Puppo - “Ottanta metri di mistero. La tragica morte di Edoardo Agnelli” pref. di Ferdinando Imposimato, Koinè Nuove Edizioni, 2009

 

Sulla tragica vicenda di Edoardo è stato pubblicato in Italia un libro dal titolo “Ottanta metri di mistero. La tragica morte di Edoardo Agnelli“ .

L’autore, Giuseppe Puppo è un bravo giornalista che con l’ausilio di interviste e testimonianze inedite conduce una inchiesta, rigorosa ed obiettiva, per tentare di chiarire i molti dubbi che caratterizzano questo caso. Otto anni di silenzio e indifferenza sono infatti calati sulla morte di Edoardo, divenuta un mistero oscuro ed inquietante.

L’autore infatti dichiara: «Mi tornarono alla mente le voci, gli articoli, le illazioni fatte al tempo della morte di Edoardo, quello che riportarono certi siti internet, il suicidio misterioso, la lotta di potere, l’esclusione del figlio da ogni ruolo. Per sei mesi ho raccolto testimonianze di amici, parenti, altre figure per riscrivere i fatti di quel giorno, il quindici di novembre dell’anno duemila. Mi sono chiesto: come mai per la morte di lady Diana sono stati scritti mille articoli, trenta libri e svolte due inchieste una in Inghilterra, un’altra in Francia mentre per Edoardo il caso si è chiuso in quarantotto ore».

La prefazione del libro è scritta da Ferdinando Imposimato, magistrato in passato titolare di importanti indagini sul terrorismo e i “misteri italiani”, e conferisce al libro-inchiesta di Puppo un ulteriore valore.

Molte le zone d’ombra sulle quali il testo cerca di fare luce. Non crede assolutamente al suicidio Marco Bava, analista finanziario e amico di Edoardo, intervistato dall‘ autore. Bava, dal giorno della morte, ha sempre cercato la verità su quanto accade in quei tragici momenti. Non si può capire, sostiene egli, la morte di Edoardo se non inquadrandola nel contesto degli affari finanziari della famiglia. Interessanti anche le altre interviste, come quella al medico legale che prende le distanze dalla vicenda e scarica ogni responsabilità del certificato di morte sul suo superiore gerarchico.

Il medico del 118, accorso per primo sul posto, invece preferisce non rispondere alle domande di Puppo. Difficili da spiegare le tracce di terriccio tra le mani del giovane Agnelli, per chi era piombato da un’altezza di 90 metri, così come i mocassini ancora ai piedi. Molte le incongruenze e le stranezze individuate dall’autore: l’assenza delle guardie del corpo di Edoardo Agnelli; l’intervallo di due ore tra l’uscita di casa e l’arrivo sul viadotto di Fossano; le telecamere di casa Agnelli, le cui immagini non sono state mai viste; il traffico telefonico sui due cellulari; la totale assenza di testimoni lungo un tratto stradale che registra il passaggio, a quell’ora, di almeno otto vetture al minuto; l’assenza di impronte digitali sull’auto; la sepoltura affrettata; l’esame autoptico mancante. In questo quadro, l’autore del libro, in modo obiettivo ed equilibrato, documenta i rapporti tra Edoardo e una parte della famiglia: relazioni conflittuali , come quando Edoardo rifiutò di cedere un mese prima della morte, in cambio di una liquidazione, i diritti sulla società finanziaria che controllava l’impero degli Agnelli e denunciò pubblicamente il “tentativo di estromissione radicale dalla Fiat” e l’intenzione del padre di voler dare ai figli di Margherita, John e Lapo Elkann, il cognome degli Agnelli.
Ai contrasti originati da questioni ereditarie interne alla famiglia si aggiunsero le implicazioni politiche e religiose legate alla conversione di Edoardo all’Islam. Una scelta quest’ultima poco apprezzata, se non temuta, da componenti familiari legate ad ambienti internazionali particolarmente ostili al mondo musulmano....

 

 

 

http://www.islamshia.org/old/articolo.php?ids=223

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